Se mi chiedessero oggi di cosa mi occupo, risponderei speditamente: di teatro. Più difficile sarebbe rispondere alla domanda “da quando?” perché a quel punto inizierei ad elencare le recite alle elementari perdendo ogni dignità professionale. In ogni caso, elementari a parte, penso di aver sempre avuto il teatro che mi scorreva nelle vene. L’ho messo in tutto: nelle recite a scuola, nei fuochi di bivacco degli scout, nei siparietti comici che tenevo alle riunioni di famiglia, nei laboratori a cui mi iscrivevo negli anni del liceo, fino ad arrivare agli studi.
Nel 2006, dalla sera alla mattina si può dire, ho scelto di frequentare una vera e propria accademia di recitazione: così mi sono messa online e ho trovato la Bont’s International Clownschool, che in quegli anni aveva la sua sede a Ibiza. Quando dico dalla sera alla mattina intendo proprio che nel giro di venti giorni mi laureo alla triennale, saluto tutti, faccio i bagagli e parto per 5 mesi senza parlare una parola di spagnolo!
Dopo l’Accademia di Clown torno in Italia, riunisco i miei genitori sul divano per annunciargli che intendo mollare l’università e continuare a studiare per il teatro. Infarto fulminante per entrambi.
Alla fine mi lascio convincere a proseguire entrambi gli studi. È stato massacrante, ma oggi grazie a quello sforzo sono due persone: una prof e una regista, e non mi vedrei nessuna delle due senza l’altra.

