Torno sul tema dell’articolo precedente, ovvero la difficoltà di leggere un testo drammaturgico, per aggiungere alcune considerazioni che possono essere d’aiuto a chi si approccia alla selezione di un nuovo copione per la sua compagnia o semplicemente vuole leggere una drammaturgia senza averne prima guardato almeno una messa in scena.
Esistono degli strumenti che possono facilitare le operazioni di decifrazione del non scritto per i copioni teatrali.
Una buona sinossi, per esempio, è quanto di meglio per avviare una comprensione globale del testo. Nella fase preliminare di scelta del testo, quando se ne stanno leggendo decine, è consigliabile sfrondare la scelta scorrendo le sinossi brevi, quelle che tracciano davvero in dieci righe la direzione e l’ambientazione dell’azione scenica.
In una fase più avanzata della scelta, quando si sono ridotte le variabili a 5 o 6 testi, si può analizzare la sinossi lunga, se disponibile, che apre al lettore anche le informazioni sulle sottotrame e suoi risvolti psicologici dei personaggi.
Altro elemento che aiuta non poco è la scheda personaggi, perché è lì che apprendiamo a colpo d’occhio chi si muove in scena e qual è il motore della sua personale azione. In una buona scheda personaggi si può trovare qualche aggettivo che descrive il personaggio nei suoi tratti peculiari, la relazione che lo lega agli altri, un antefatto se necessario, e soprattutto qual è lo scopo che desidera raggiungere durante lo svolgersi della trama.
A completare la visione complessiva sul testo ci sono le note di regia, dove si possono trovare indicazioni sulle ambientazioni della scena, sui costumi, sugli oggetti, sulle entrate e uscite degli attori, sugli effetti luci e tanto altro.
È naturale che questi strumenti d’appoggio costituiscano un apparato per aiutare il lettore a scegliere e capire anche oltre la trama quali sono le intenzioni drammaturgiche dell’autore.
In un testo che si realizza pienamente solo nello spettacolo dal vivo, ho sempre apprezzato la presenza di questi strumenti di lavoro quando scelgo una drammaturgia nuova.
Certo questo non significa che poi la lettura sia automaticamente semplice: spesso gli intrecci, soprattutto quelli comici, sono ingarbugliati e fondati sull’equivoco, perciò bisogna rileggere con attenzione prima di venirne a capo.
La mia commedia “Giacomo, Giacomo!” è un esempio perfetto di quello che intendo. In questo testo ci sono due personaggi che si chiamano Maria, e questo darà adito a numerosi equivoci comici. Per comodità ho distinto le due Marie con i numeri 1 e 2, ma ad una prima lettura non è detto che si afferri il malinteso e il gioco comico che scatena. Per evitare problemi ho composto una scheda personaggi allegata alla drammaturgia, dove spiego chi sono queste due donne e come si realizza la loro azione scenica. Ho inoltre spiegato accuratamente nella sinossi lunga l’equivoco amoroso che si crea tra il marito di una Maria e l’altra omonima, che altrimenti non sarebbe intuibile.
Se ti ho incuriosito, vai a cercare “Giacomo, Giacomo!” nella sezione del sito I MIEI COPIONI e curiosa tra i materiali di accompagnamento alla drammaturgia.
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