Lettera a Babbo Natale

Caro Babbo, quello che ti chiedo per questo Natale è un po’ di legittimazione.

Un pacco di conferme su quello che sto facendo qui, che possa scartare quando mi sembra tutto inutile.

Una busta di cura verso me stessa, che possa aprire quando non mi amo.

Uno scatolone di autostima, per i momenti in cui il giudizio altrui mi taglia a pezzi, peggio di un coltello.

Un camion di validazione, per quelle volte che non mi sento abbastanza. Abbastanza brava, abbastanza determinata, abbastanza social, che non vedo abbastanza chiaro, che non sento abbastanza forte.

Un barile di soddisfazione per quando penso di guadagnare troppo poco in confronto allo sbattimento.

Un sacco enorme di pazienza mista a strafottenza, per quando sento che le persone intorno a me non credono nella validità dei miei progetti, nell’importanza del mio lavoro.

Una carriola di fiducia per quei giorni in cui credo di credere di non avere più idee.

Regalami un tir di tenacia, perché quella mi serve sempre, mi è sempre servita e sempre mi servirà.

Portami una valigia molto grande di focus, che se mi perdo saprò come ritrovarmi.

Fammi trovare sotto l’albero, la notte di Natale, un bel pacchettino di gioia, così la posso usare in quei periodi (pochi) in cui viene meno, chissà perché. La gioia di creare e mettersi in ascolto, di scoprire roba nuova e ritirare fuori quella vecchia che però nel frattempo si è rinnovata, tutta la gioia di stare al mondo.

Ti chiedo un pizzico di forza, poca perché già me ne sento tanta, che possa usare di scorta quando le forze mi vengono meno e mi sento sopraffatta dal pensare, dal dovere, perfino dal creare.

Ti chiedo un sacchetto di benevolenza per quando sbaglio, ti chiedo un po’ di perdono per quando entro troppo forte nelle cose e nelle persone, tolleranza per quando esprimo troppo forte le mie opinioni.

Ti chiedo tutta la rabbia del mondo per difendere e per difendermi dai soprusi, che quelli proprio non li tollero e mi serve un motore pieno di benzina per accendermi a questa età a cui sono arrivata, in cui è diventato più facile lasciare andare che lottare.

Ti chiedo compassione, per me e per gli altri esseri umani, ne abbiamo veramente bisogno senza che ti spiego il perché.

Ti chiedo una piccola boccetta piena di capacità di stupirmi ancora, che possa centellinare a gocce, per ritrovare ogni giorno la bellezza in questo mondo e in quello che faccio.

Ti chiedo valore: garantiscimi ti prego Babbo che la mia vita avrà sempre valore, che si conserverà piena di senso e fiera come l’ho sentita fino a qui.

Penso di essere stata brava dai, me le merito queste cose. Anche se sembrano tante, occupano in realtà poco spazio, lo spazio della mia esistenza. Ti chiedo di portarmele tutte, non fare il tirchio che tanto sei il prodotto del capitalismo e di soldi ne hai a bizzeffe. Non fare che mi porti solo quello che è in sconto, in offerta 3×2 o le cose che non vuole nessuno. Portami tutto, perché mi serve tutto per vivere come voglio, a mille mila hertz di felicità.

E poi, se ti avanza tempo, portami al mare.

Fai sto sforzo che io ne faccio tanti… alla fine che ti ho chiesto?

With love, Alessandra

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