Il carcere femminile. Un luogo che spesso resta invisibile agli occhi della società, ma che custodisce storie di vita intense, dolorose e profonde. Da questa realtà nasce “Non è tutto oro”, una drammaturgia che vuole essere molto più di un racconto: è uno specchio che riflette le dinamiche di potere, le ingiustizie e le speranze che si intrecciano dietro le sbarre.
Un carcere, tre fazioni, una lotta per l’indulto
La trama si svolge in un istituto penitenziario femminile italiano, dove la notizia di un indulto imminente scatena ansie e competizioni tra le detenute. Tre fazioni principali si contendono il controllo:
- Le camorriste napoletane, guidate dalla fiera e protettiva Carmela, che considera il gruppo come una famiglia.
- Le zingare dell’Est, capeggiate da Esmeralda, una donna ribelle il cui valore guida è la libertà.
- Le lesbiche radical chic, con Selvaggia al comando, una leader manipolatrice e impenetrabile.
Questi tre gruppi riflettono non solo le tensioni interne del carcere, ma anche quelle di una società che tende a etichettare e a dividere. La situazione precipita quando un ispettore ministeriale arriva per stilare una graduatoria di merito per l’indulto. Tra flashback che svelano le storie personali delle detenute e una rivolta che culmina nella presa in ostaggio dell’ispettore, emergono le fragilità, le ingiustizie e le speranze di chi vive dietro le sbarre.
Un’opera ispirata alla realtà
Scrivere “Non è tutto oro” è stato per me un viaggio nei meandri del sistema carcerario italiano. Mi sono ispirata a molteplici fonti:
- Produzioni cinematografiche e televisive come Mare fuori, che esplora le vite di giovani detenuti, Orange Is the New Black, con il suo sguardo umano e ironico sul sistema penitenziario americano, Vis a Vis, che porta alla luce le dinamiche estreme di un carcere femminile spagnolo, ma anche molta altra filmografia.
- Testimonianze dirette di detenuti e detenute, raccolte attraverso interviste e reportage, che hanno offerto una prospettiva autentica e toccante sulle difficoltà quotidiane, le violenze subite e il sogno di un riscatto.
- Inchieste giornalistiche, che hanno messo in evidenza le criticità del sistema penitenziario, dalla violazione dei diritti umani alla difficoltà del reinserimento sociale.
Tematiche universali e attuali
“Non è tutto oro” affronta temi che vanno oltre le mura del carcere:
- Il potere e la giustizia: Chi decide chi merita una seconda possibilità?
- La solidarietà e il tradimento: Quanto siamo disposti a sacrificare per sopravvivere?
- Il reinserimento sociale: Quali sono le opportunità per chi cerca di ricostruire la propria vita?
Ogni personaggio incarna una sfaccettatura di queste tematiche: da Carmela, che agisce per proteggere le sue “figlie”, a Selvaggia, la cui freddezza nasconde un passato di dolore, fino a Esmeralda, che lotta per una libertà che sembra irraggiungibile.
“Non è tutto oro” è una drammaturgia pensata per scuotere, far riflettere e aprire un dialogo su temi di grande rilevanza sociale. Ma è anche un’opera che vive grazie al teatro, grazie a chi sceglie di metterla in scena e di darle voce.
Se sei un regista, una regista, un’attrice, un attore o fai parte di una compagnia teatrale, ti invito a scaricare il testo completo dalla sezione “I miei copioni” del sito. Leggi la drammaturgia, immaginala recitata dalla tua compagnia, datti la possibilità di vederla prendere vita sul tuo palcoscenico.
Il teatro è un potente strumento di cambiamento: usiamolo insieme!


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