Teatro e Creatività: Scrivere in Estate
Hai riflettuto mai su quel momento dell’anno che siede tra l’apice del tuo ultimo progetto e l’inizio del prossimo?
Quel tempo rarefatto in cui hai portato a termine la stagione teatrale, hai messo in scena l’ultima replica, smontato l’ennesima piantana, fatto pizzate con gli allievi di tutte le classi e ti accorgi che adesso sei proprio in quella terra di mezzo che precede il nuovo ma ancora non lo conosce, realizzi che il mese di agosto è un vortice spazio temporale che risucchia ogni attività della faccia della terra che non sia una sagra, non sai ancora bene cosa farai da settembre ma nel frattempo c’è da stare nell’oggi.
È difficile correre dietro all’estate, con tutti i suoi rivolgimenti. Se sei fortunatǝ la tua organizzazione segue un piano settimanale, non nel senso rutinario dell’inverno in cui ad ogni giorno corrisponde un’attività ma nel senso che d’estate non sai dove ti trovi per più di una settimana alla volta. È tutto così movimentato, spuntano weekend al mare da un’amica, aperitivi quando meno te lo aspetti, serate danzanti, occasioni. Le possibilità di passare tempo con altri si moltiplicano e si riduce di molto la possibilità di passare il tempo con te. Per una come me, che sta perennemente nel fare, è tosta lavorare contro la corrente estiva per riappropriarsi del non fare. Una parte di me si dice che è il tempo del riposo, l’altra che è quello delle possibilità. Vivo per un paio di mesi in questa danza tra desideri e bisogni in cui si intrecciano volontà, ispirazioni e tempo in mille modi. Sono una persona che pianifica molto, soprattutto gli obiettivi artistici. Lo faccio perché voglio avere chiaro davanti a me che sto andando avanti, anche se a piccoli passi, sto costruendo la mia strada di bellezza. Li rileggo spesso, per dirmi che la mia giornata non è stata solo lavoro, cura della casa, doveri, attenzione agli altri e disciplina del corpo e della mente. Li rileggo per vedere anche con gli occhi fisici la mia vita psichica, interiore, creativa. Anche oggi ho scritto 5 nuove pagine del prossimo copione. Anche oggi ho letto un capitolo del nuovo libro. Anche oggi ho progettato una nuova creazione, ho immaginato ciò che ancora non esiste, ho creato i presupposti perché possa venire alla luce. Questa è la mia vita d’estate. Un’altalena tra ispirazione e meditazione, socialità e silenzio, proattività e riposo. La costruisco ogni giorno con un grande focus, e cerco di mantenerla a fuoco settimana per settimana: se scrivo sul divano di casa mia, se dormo sotto una tenda, se fisso le onde del mare, se i miei occhi si alzano su un cielo stellato.
Ti stai chiedendo se ho messo in cantiere una nuova drammaturgia? La risposta è sì. Parla di educazione ai tempi degli smartphone, del declassamento sociale della scuola, delle famiglie non tradizionali. Racconta quello che succede nelle case dove crescono bambini con genitori di ogni tipo: attenti o disattenti, ricchi o poveri, eterosessuali o queer. Lo fa con lo sguardo ironico e scanzonato che contraddistingue la mia scrittura teatrale, che mostra più che insegnare. Scrivendola ci ho messo molti dei temi che mi stanno a cuore oggi: la lotta impari della scuola per integrare i cambiamenti della società, l’uso della tecnologia in giovane età, il razzismo radicato, il patriarcato introiettato, le disparità economiche, il classismo, i cambiamenti dei modelli tradizionali. Non è ancora finita, manca l’ultima scena. Quando chiudo un testo voglio che fluisca in modo naturale, senza forzature. Mi piace che le ultime pagine escano dalle dita direttamente sulla tastiera senza la mediazione della riflessione, come fossero un naturale compimento di tutto quello che è venuto prima. Perchè avvenga questo miracolo mi serve mettere tempo tra il progetto e la sua fine. Ho composto la prima bozza di questo nuovo testo in 15 giorni. Ora la lascio decantare, lascio che si posi la materia sul fondo della mente, che fermenti come il mosto prima di essere vino. Nel frattempo, come un’infaticabile contadina in estate, attacco un progetto nuovo: studio, leggo libri a riguardo, ascolto podcast per allargare l’orizzonte. Di cosa si tratta non posso ancora svelarlo, ma spero in una creatura che camminerà lontano.
E tu, che farai della tua estate? Me lo racconti nei commenti?
