Colpevole


🎭 Genere Teatrale
Tragicommedia civile

Durata
70 minuti circa

👥 Personaggi

  • Minimo 5 indifferentemente Uomo/Donna

Attenzione: il copione ha numerose piccole parti che possono essere interpretate da 1 o più attori/attrici, per farlo ti dò indicazioni nel file della scheda tecnica.

📖 Sinossi Breve
Benvenuti nell’aula di tribunale più paradossale della storia: sul banco degli imputati c’è l’Umanità intera, a presiedere il dibattimento è il Giudice Supremo, Dio stesso, che alterna severità e sbadigli manco stesse guardando l’ultima serata di Sanremo. L’accusa è affidata a Lucifero, Pubblico Ministero elegante e spietato che non aspetta altro che mostrare a tutti che la specie umana ha fatto più danni di lui. La difesa è rappresentata da Candido Silenzio, l’omertà fatta persona, che prova a far passare i crimini della sua assistita per errori di gioventù. Sei capi d’accusa, un catalogo di disastri millenari, una sfilata di testimoni, una perizia psichiatrica di semi incapacità e una sentenza che non consola. Un dramma ironico e feroce, che fa ridere di un riso amaro e costringe a guardarci allo specchio della nostra inadeguatezza: potremmo essere noi a uscire vivi da quest’aula, ma di sicuro non la nostra coscienza.


Colpevole

Autore: Alessandra Di Iorio
Iscrizione SIAE numero: 548514-0
Codice opera SIAE: 967630
Genere: Tragicommedia civile o dramma satiresco
Durata: 70 minuti circa

📖 Sinossi Lunga

All’interno del Tribunale Universale si svolgono tutti i passaggi del processo all’Umanità, costretta a difendersi dai 6 capi d’accusa di ecocidio, schiavitù, genocidio, indifferenza alla sofferenza, persecuzione della verità, e crimini contro le generazioni future.

Il giudice supremo è Dio stesso, non nella veste di padre misericordioso ma in quella di magistrato incorruttibile: è il garante del rito ma anche lo spettatore più partecipe, a tratti commosso, a tratti spazientito, mentre giudica la sua creatura.

A sostenere l’accusa non è un semplice procuratore ma Lucifero in persona: raffinato, velenoso, deciso a dimostrare con le prove che l’Umanità ha superato ogni limite e non merita più indulgenza. Non è l’angelo delle tenebre urlante e furioso: è un Pubblico Ministero preciso, elegante, sadicamente divertito nel rovesciare sulla corte un catalogo di orrori millenari.

A difendere l’Umanità è Candido Silenzio, avvocato mellifluo dalla sottile ironia, personificazione di quell’omertà che per secoli ha coperto colpe e giustificato atrocità. L’avvocato Silenzio non è eroico ma scaltro: il suo mestiere è trovare attenuanti, alleggerire le tensioni, convincere la giuria che “è sempre andata così e nessuno si è mai fatto male”.

L’Umanità è al banco degli imputati: mutevole, a volte piangente, a volte sfacciata, sfoggerà nel finale una sicurezza che è tipica di chi se l’è sempre cavata.

La struttura drammaturgica segue le fasi di un processo in Corte d’Assise: dopo l’udienza preliminare in cui il GUP rinvia a giudizio l’Umanità, si succedono le scene con l’apertura del dibattimento, la costituzione delle parti civili, la deposizione dei testimoni, la presentazione delle prove.

Prima delle arringhe finali, la difesa chiede e ottiene una perizia psichiatrica per la sua assistita, dalla quale emerge che l’imputata è parzialmente capace di intendere ma ha mostrato una persistente incapacità di volere il proprio bene.

Il processo si chiude con una straziante ma realistica dichiarazione spontanea dell’Umanità, che ammette i propri errori ma chiede di essere obbligata a guarire piuttosto che condannata all’oblio.

E arriva il momento della sentenza finale: il Giudice Supremo riconosce la colpevolezza dell’Umanità e la condanna a proseguire la vita in maniera condizionata a determinate condizioni.

Alla fine del processo, segue un epilogo in cui si incontrano a distanza di un tempo Dio, Lucifero e Silenzio in abiti civili: viene fuori che il processo è stato tutta una farsa montata per spingere l’Umanità a ravvedersi… ma in caso non dovesse funzionare Dio ha già pronto un piano B.

Un susseguirsi di dialoghi rapidi e affilati, un colpo di scena ogni volta che entra in aula un nuovo testimone, i botta e risposta tra gli avvocati, la maturazione dell’Umanità: la drammaturgia alterna passaggi di amara comicità ad altri di solenne tensione tenendo lo spettatore in bilico tra il riso e l’inquietudine.

La condanna è un invito all’azione, non un epilogo: la vera esecuzione della sentenza è demandata a chi guarda.

📌 Note Ai Personaggi

  • Umanità – Inizialmente sprovveduta e superficiale, parlerà poco nel corso del processo perché sono gli avvocati a parlare di lei, quasi sempre male. Con l’avvicinarsi del finale però acquisisce spavalderia: rilascia la sua dichiarazione spontanea anche contro il volere del suo avvocato, mette da parte la sciattezza e si prepara ad affrontare il peggio con classe.
  • Giudice (sia GUP che Giudice Supremo) – Dio in persona. È la figura super partes incaricata di presiedere il processo e pronunciare la sentenza finale sull’imputata. È spesso annoiato e oppresso dai bisogni fisiologici, ma in più occasioni indulge alla commozione e alla curiosità: in pratica si comporta come un anziano capriccioso. Non è del tutto rassicurante che le sorti dell’Umanità siano affidate ad un tizio del genere, ma tant’è.
  • Pubblico Ministero – È Lucifero in carne ed ossa, nella sua versione più scanzonata. Accusa per divertimento, risponde con sadismo, quando gli altri si abbandonano alla commozione lui sfodera sarcasmo. È il PM che nessuno vorrebbe incontrare sulla propria strada di imputato perché oltre a fare quello che fa per puro sfizio, lo muove anche il risentimento verso la specie che lo ha umiliato senza ritegno per 4 milioni di anni, ignorando completamente le conseguenze del male commesso.
  • Avvocato della Difesa – È Candido Silenzio, tanto scaltro quanto pericoloso, questo personaggio rappresenta l’omertà che da sempre copre le nefandezze umane. La sua strategia appare all’inizio fragile e improvvisata, ma al momento giusto tira fuori l’arma segreta che potrebbe ribaltare le sorti della sua cliente.
  • Parti Civili – Sono la Natura, le Generazioni Future, la Verità, i Popoli Dimenticati e la Ragione. Fanno la loro comparsa solo nella scena 2, perciò all’occorrenza possono essere tutte interpretate da uno o due attori che entrano ed escono di scena in maniera alternata.
  • Testimoni – Sono la Storia, il Tempo, lo Sputnik ovvero il primo satellite in orbita per l’Accusa; successivamente per la Difesa entreranno la Maestra Teresa, che rappresenta tutti gli educatori del mondo, una Canzone anni ’60, e perfino i progenitori della specie umana, Adamo ed Eva. Anche questi personaggi, che fanno il loro ingresso solo nella scena 3, possono essere interpretati sempre dagli stessi uno o due attori (in caso se ne abbia a disposizione soltanto uno, si può tagliare la parte di Adamo o quella di Eva).
  • Psichiatra – È la Dottoressa Cosini, incaricata di riferire alla Corte il risultato della perizia psichiatrica richiesta per l’Umanità dalla Difesa. Anche questo personaggio, che compare solo nella scena 5, può essere interpretato dallo stesso attore/attrice che ha già interpretato le parti civili e i testimoni nelle scene precedenti.

🎬 Note Di Regia

Lo spettacolo è un atto unico composto da un prologo iniziale, 6 scene e un epilogo finale. L’ambientazione è pressocché costante all’interno di un’aula di tribunale (solo la Scena 1 e l’Epilogo sono immaginate fuori dal tribunale, in un ambiente informale come può essere un bar).

La scenografia del Tribunale e i costumi possono essere accuratamente realistici o minimalisti, a seconda delle scelte di regia. Dio, Lucifero e Silenzio si possono vestire elegantemente o con le classiche toghe da tribunale; mentre l’Umanità, inizialmente vestita con una certa sciattezza, nella scena finale sfoggia un outfit più elegante, più sicuro di sé. Le due scene che si svolgono al di fuori possono essere rese scenicamente anche solo con un tavolino, un paio di sedie e delle tazzine di caffè.

👥 Numero Personaggi Ed Eventuali Adattamenti

Il copione è composto per un numero variabile di personaggi: Umanità, Dio, Lucifero e Silenzio devono essere imprescindibilmente interpretati da 4 attori diversi. Tutte le altre comparse invece possono essere interpretate in maniera alternata da 1 o 2 attori/attrici perché sia le Parti Civili che i Testimoni entrano uno alla volta (eccetto il caso isolato di Adamo ed Eva), come pure la Psichiatra.

Dunque, se la Compagnia ha a disposizione 6 attori può coprire agevolmente tutte le parti, ma anche avendone soltanto 5 si riuscirebbe a coprire tutte le comparse pur se con qualche difficoltà nei cambi (suggerisco in quel caso di caratterizzare Parti Civili e Testimoni con pochissimi accessori, in modo da favorire ingressi e uscite veloci dell’unico interprete).

Nel caso in cui la Compagnia dovesse avere a disposizione più di 6 attori, può decidere liberamente come impiegarli assegnando a piacimento le comparse di Parti Civili e Testimoni, oltre che il ruolo cameo della Psichiatra ed eventualmente anche il ruolo del GUP nel prologo, che può essere interpretato dallo stesso attore che fa Dio ma anche da uno diverso.

Per quanto riguarda il genere di attori e attrici, la drammaturgia lascia ampie libertà alla Compagnia: tutti e 4 i personaggi principali possono essere interpretati sia da uomini che da donne. Anche se il testo sembra suggerire che Dio, Lucifero e Silenzio siano uomini e che Umanità sia donna, ciò non toglie che portare in scena un Dio o un Lucifero interpretati da una donna possa essere una scelta registica intrigante.

🔄 Grado Di Adattabilità
Alto.

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