Non è tutto oro


🎭 Genere Teatrale
Commedia drammatica (lo so, sembra un controsenso ma leggendola capirai)

⏳ Durata
80 minuti circa

👥 Personaggi

  • 10 Donne

  • 3 Uomini

  • 2 indifferentemente Donne/Uomini

Attenzione: il copione è adattabile fino a un minimo di 8 attrici + 2 attori, per farlo ti dò indicazioni nel file della scheda tecnica.

📖 Sinossi Breve
All’interno di un istituto penitenziario femminile si scatena il caos quando il governo annuncia un indulto imminente: le detenute si sabotano a vicenda per occupare i primi posti della graduatoria di merito che le farà accedere al provvedimento. Emergono le violenze che si perpetrano all’interno del carcere, la meschinità di alcune detenute e la tragicità della condizione di tutte. Nel finale la tensione raggiunge il suo apice con una rivolta che punisce la guardia colpevole di violenza e l’ispettore meschino che vorrebbe farle escludere dal provvedimento ma l’indulto entra in vigore e tutte le donne hanno la possibilità di ricominciare da capo, in un paese per cui sono praticamente invisibili.


Non è tutto oro

Autore: Alessandra Di Iorio
Iscrizione SIAE numero: 548514-0
Codice opera SIAE: 955390
Genere: Commedia drammatica
Durata: 80 minuti circa

📖 Sinossi Lunga

Lo spettacolo è ambientato in un carcere femminile dove emerge già dalle prime scene che le detenute si dividono in tre schieramenti di potere: le camorriste napoletane capeggiate da Carmela, le zingare dell’est capeggiate da Esmeralda, le lesbiche radical chic da Selvaggia.

La direttrice Mogavero annuncia alle detenute che il governo ha promesso un indulto ma non si sa ancora bene a quali istituti e a quali detenuti è indirizzato il provvedimento. La notizia genera ansia e competizione tra le detenute, così Selvaggia fa un accordo segreto con la Mogavero promettendole di riferire alle guardie tutto ciò che accade al di fuori del loro controllo.

Quando le zingare installano un contrabbando di biancheria intima Selvaggia fa in modo di denunciarle, così Esmeralda finisce in isolamento insieme a Flora, una delle napoletane coinvolta nel commercio.

Carmela intuisce che dietro la soffiata c’è lo zampino di Selvaggia, e poco dopo passa un servizio in tv che ufficializza l’indulto anche se il governo non sembra seguire alcun criterio nell’individuazione dei beneficiari del provvedimento se non quello dei tagli alla spesa pubblica.

Nel secondo atto viene introdotto un ispettore ministeriale sadico e intransigente che deve esaminare le detenute per stilare la graduatoria di merito per l’indulto. Le donne rispondono con forte tensione: i colloqui singoli di Esme, Carmela e Selvaggia operano flashback delle loro vite precedenti da cui emergono le ragioni umane dei loro gesti e la tragicità della loro condizione.

Flora, in isolamento da giorni, ha uno svenimento e si scopre che è stata messa incinta da una delle guardie: scatta un’indagine all’interno del carcere ma le detenute decidono di farsi giustizia da sole e scatenano una rivolta per punire la guardia colpevole di violenza. Allo stesso tempo fanno prigioniero l’ispettore, che nella sua relazione le ha descritte in maniera ingiusta e indignitosa.

La situazione si scioglie grazie all’intervento della Mogavero che riesce a ripristinare la calma, ma la scena si chiude sulla notizia del tentato suicidio di Selvaggia.

Nell’epilogo, una grottesca voce off mette fine all’agitazione generale annunciando l’indulto per tutti i carceri italiani concesso senza alcun criterio meritocratico nè logico: le detenute sono sullo sfondo, in abiti civili, un po’ speranzose e un po’ spaventate, abbandonate ad un futuro pieno di incertezza.

📌 Note Ai Personaggi

  • Carmela – Leader delle camorriste napoletane, colpevole di omicidio dell’uomo che le ha ucciso l’unico figlio davanti agli occhi; considera le sue ragazze come una famiglia.

  • Rosa – Giovane e spregiudicata, seguirebbe Carmela ovunque, il suo codice etico è la lealtà.

  • Flora – Giovane e sentimentale, ha un debole per la guardia Battistoni ma fondamentalmente è in costante ricerca di protezione.

  • Esmeralda – Donna rom sulla quarantina, è incinta ma non si sa di chi, si è ribellata alla sua famiglia che la voleva sottomessa, il suo valore guida è la libertà.

  • Donka – Anche lei zingara, è stata tolta da Esme dalla condizione di sudditanza al marito e da allora la segue ovunque, è combattiva e fiera.

  • Iasmina – È una ragazzina abbandonata, adottata da Esme quando era piccolissima, è intraprendente e sfacciata.

  • Selvaggia – È una donna forte, manipolatrice, è acculturata e promettente ma si intuisce che sia cresciuta in una famiglia respingente per cui non è in grado di provare empatia.

  • Libera – Aggressiva e spietata, emula Selvaggia ma non ne ha la freddezza e quando la perde si sentirà smarrita e senza scopo.

  • dott.ssa Mogavero – È la direttrice del carcere, cerca di agire seguendo un’etica professionale di giustizia ma è spesso costretta a scontrarsi con ostacoli burocratici o persone prive di scrupoli.

  • Arnaldi – È la comandante delle guardie carcerarie, è affidabile e onesta.

  • Battistoni – È una delle guardie carcerarie, è doppiogiochista e tendente alla violenza, spesso abusa delle detenute.

  • Ispettore Filistei – È il classico inamovibile burocrata senza scrupoli, per lui ciò che è scritto nei documenti ha più valore delle testimonianze umane.

  • Giornalista Buffa – Inviato di una tv di stato, cerca di essere imparziale ma si scontra contro le storture di un sistema politico assurdo.

  • Presidente del Consiglio – Figura ridicola, a tratti grottesca, rappresenta la classe politica contemporanea che ha il solo scopo di lucrare sui cittadini e non cerca più neanche di nasconderlo.

  • don Salvatore – Vecchio cappellano del carcere, mezzo sordo e un po’ rattuso.

  • 16 e 17. due suore – Personaggi muti opzionali, si limitano a seguire don Salvatore e a ridere sommessamente quando lui gli fa la mano morta.

🎬 Note Di Regia

Lo spettacolo è diviso in due atti: il primo è dinamico e occupa gli spazi del carcere (sala comune e refettorio), il secondo è più statico e si può immaginare in un ambiente freddo (un ufficio o una cella).

👥 Numero Personaggi Ed Eventuali Adattamenti

Il copione è composto per 15 personaggi, più le due suore che sono mute e opzionali.

In caso la compagnia abbia necessità di ridurre il numero dei personaggi può accorpare le parti delle guardie Arnaldi e Battistoni lasciando solo l’uomo che serve ai fini drammaturgici. Le parti del Giornalista e del Presidente del consiglio possono essere doppie, ovvero assegnate a personaggi non presenti in quella scena (come Arnaldi, l’Ispettore, la Mogavero). La parte di Iasmina può essere eventualmente accorpata a quella di Donka, ove necessario. La parte di don Salvatore (e delle due suore che lo accompagnano) ha una funzione comica ma non è funzionale alla drammaturgia, può essere facilmente eliminata.

Così facendo si può arrivare ad un copione rappresentato da 10 attori, di cui 1 imprescindibilmente uomo (la guardia Battistoni), 8 imprescindibilmente donne (le detenute Carmela, Flora, Rosa, Esmeralda, Donka, Iasmina, Selvaggia e Libera), e gli altri a seconda del cast possono essere adattati come parti maschili o femminili (la Mogavero e l’ispettore).

🔄 Grado Di Adattabilità

Alto.

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